Dal nostro ultimo post sono passati esattamente due anni, per vari motivi che non interessano a nessuno. Saltata in pieno la stagione 2016 (ovviamente solo nei commenti) dove i nostri eroi si sono classificati sempre all'ultimo post in coabitazione con le
Sfattine (none entrambe le squadre dopo un salomonico pareggio nella finale per il 9° e 10° posto), siamo qui ora a commentare l'intera stagione 2017, iniziata abbastanza male, ma terminata in maniera sontuosa.
L'inizio è stato sulla falsa riga delle precedenti stagioni, con le prime 8 partite di regular season che vedevano i nostri raggranellare 6 sconfitte (e se quelle subite da
Calzini Rossi, Dustbins, Oragiobat, Ruphillies e
Strappados potevano essere anche messe in cantiere, molto più inopinata quella contro i
Pocos Locos, anche in virtù di quanto accadrà in seguito) 1 pareggio (coi
Calzini Verdi, e anche questa è quasi una sconfitta) e 1 sola vittoria (con la new entry dell'anno
Ciaperi).
Ma a questo punto è scattato qualcosa nei nostri perché è iniziato un periodo di imbattibilità che è durato per tutto il resto della stagione. Dopo il pareggio contro i
Rookies (squadra di alta classifica quest'anno) ci sono state tre vittorie contro
Sfattine (prestazione quasi perfetta),
Ciaperi e
Pocos Locos che tuttavia non hanno permesso di raggiungere quel sesto posto che avrebbe dato accesso al paradiso della Brev Lig, ma siamo stati relegati al girone dei perdenti. Visto come erano andate alcune partite il rammarico c'era, dato che sarebbe bastata una sola vittoria in più. E nei Play Out (o come l'abbiamo ribattezzata noi
"La Lig dii Piò Trest") l'apoteosi: 4 vittorie consecutive (
Calzini Verdi, Pocos Locos, Sfattine e
Ciaperi) che oltre a portare la striscia di imbattibilità a 8 partite (7W e 1T) ci hanno consentito di fregiarci del titolo de
"I Miåur dii Piò Trest 2017".
Di seguito alcune foto della grande festa di fine stagione, laddove i Cuba sono praticamente imbattibili (cioè in mezzo a crescentine, tagliatelle e "minchiate") e la goliardica descrizione dei Cuba 2017, direttamente dalla sceneggiatura della festa.
Ci vediamo nel 2018.
Forza Cuba
Stefano “Steve” Grandi: leggo un suo SMS : “il
prossimo anno lascio i Cuba, non sono abituato a far parte di una squadra
vincente, mi sento un disadattato, dovrò cercare una squadra che sia
all’altezza delle mie aspettative perdenti”. In campo ineccepibile, di lui
dico solo che sotto la doccia è la cosa più brutta che abbia mai visto
Ider “the Spider” Villa: uno che certe volte se
ne mette anche troppe, per l’agonismo che ci mette meriterebbe altri
palcoscenici e di bere valium anzichè birra, dal monte troneggia più per
l’altezza fisica che per la precisione dei suoi lanci, nel box la
posizione di battuta più plastica di tutti, col dubbio solo che la
gambetta alzata sia preludio più di una veloce pipì piuttosto che di un
poderoso swing
Ottavio “8” Martinelli: così a
memoria è venuto un paio di volte, forse in amichevole, e sempre in
ritardo. Ma questo è merito dei nostri manager che sanno scegliere sul
mercato degli Under i migliori elementi… Non potremo mai dimenticare che
quando chiama la palla non dice mai MIA, ma svariate volte il suo nome.
Per cercare di farlo venire un po’ più spesso si vocifera che sul mercato
invernale i Cuba stiano rastrellando tutte le MILF disponibili…
Filippo “the Rookie” Giorgi: una graditissima new
entry della stagione appena finita, ha impiegato poco a capire che nel
nostro dugout sono gradite molto di più le birre che le bibite
analcoliche. Encomiabile poi
Silvia che è stata presente a quasi tutte le
partite, dato il livello tecnico e umano mi sa che questa è proprio una
prova d’amore, credo ti tocchi proprio sposarla….
Andrè “Robin Hood” Cuoco: fin da
subito pienamente integrato nello spirito Cuba, bere, mangiare e se avanza
tempo anche battere e correre sulle basi, col fisico che ha dovrebbe
spezzare le palline con la mazza, ma il suo animo in fondo da gigante
gentile non glielo permette e quindi le volte che è arrivato salvo in
prima per meriti suoi e non demeriti avversari si contano sulle dite di
una mano monca
Roberta “Tartaruga” Ferri:
notoriamente lenta, da questo il suo soprannome, le corse più veloci che
le ho visto fare quest’anno sono per andare dal suo nuovo moroso in
tribuna, se fosse un uomo uscirei con il classico “tira più un …. di un
carro di buoi”, la versione al femminile la lascio per platee in cui non
sono presenti minori. Dato che si è recentemente dedicata con successo
anche a sport dove non serve essere vicini per far male, ritiro
immediatamente tutto quello che ho detto….
Simone “
Speedy Gonzales” Recrosio: spesso mi domando
perché è ancora dei nostri e non è andato a cercar fortuna in qualche
squadra di più alto livello, in mezzo alla banda di, passatemi il termine,
cazzoni quali noi siamo qualche volta sembra un po’ fuori luogo per due
motivi: perché se ne mette sempre un sacco (lasciamelo dire TROPPE) e
pretende sempre molto da se stesso, ma soprattutto perché in 4 anni NON
L’HO MAI VISTO BERE NEL DUGOUT… L’unico uomo che mulina le gambe come nei
cartoni animati
Roberto “Oby-1-Kenoby” Caprini: quando si unì a noi il
manager non sapeva assolutamente quale ruolo affidargli, dove potevamo
metterlo per esaltare le sue doti tecniche (poche) e fisiche (già meglio)?
La scelta è caduta sulla prima base, anche in funzione della sua altezza,
pur se la sua tendenza a rattrappirsi e usare il guanto più come se fosse
da forno e non da baseball ci ha fatto sudare le proverbiali 7 camice.
Alla fine dei conti però la scelta è stata quanto mai azzeccata,
soprattutto perchè non era in altri ruoli a far danni. Però batte, eccome
se batte
Maria “Mery per sempre” Fiorani: alla
prima amichevole della stagione mi avrebbe ucciso (e non sono sicuro che
non abbia ancora cambiato idea) perchè le ho rubato una palla all’esterno,
nelle ultime partite l’abbiamo vista un po’ triste e abbacchiata perchè
non riesce a fare quello che vuole sul campo, soprattutto nel box, e
questo non va affatto bene perchè ha fatto vedere meno la caratteristica
che più apprezzo in lei ossia il suo contagiante sorriso
Nadia “
Didò”
Greggio: da quando
ha scoperto il nostro gioco si è dedicata con grande impegno alla mazza
(da baseball, cosa avete capito) e anche con il guantone ha fatto
progressi da gigante in questi due anni, ma sopratutto non si può non
amare lo spirito sempre gioviale e sorridente con cui si presenta (spesso
in ritardo in realtà) alle partite. Se poi mettiamo che forse beve più
birra di me, allora avete il quadro perfetto
Marco “Ciccio” Panzacchi o Panzacci: Era un Cuba prima
ancora di unirsi a noi. Dovrebbe essere il nostro bomber, anche se non
sempre se lo ricorda,
non sempre presente perché
l’età non fa’ sconti a nessuno e gli acciacchi sono sempre di più, se poi
si mette anche a traslocare (ancora non ho capito esattamente
cosa/dove/chi, boh?)… Una certezza in tutti i ruoli, basta che non gli
chiediate di chinarsi dietro il piatto o sotto la doccia….
Alessandro “Pasticcio” Scordo: ancora non mi è
completamente chiaro dove raccatta tutte quelle immagini minchiate che ci
propina assiduamente via whatsapp, avrà fatto qualche abbonamento
prosciuga credito col cellulare, solo che non se è ancora accorto, in
campo, ma soprattutto nel dugout una figura insostituibile, se solo
pesasse una ventina di kg in meno a gioire non saremmo solo noi, ma
soprattutto la sua schiena. Magari il prossimo anno se porti da mangiare
non solo alla penultima partita….
Carlo “il Cobra” Selleri: quando va in battuta ha
più fretta di me se avessi un incontro amoroso con Belen, l’unica maniera
per non fargli battere la prima palla sarebbe mandarlo nel box senza
mazza. In tutta la Brev Lig ormai lo conoscono e sanno che le sue battute
sono più velenose del morso di un serpente a sonagli quindi sono preparati
a rimbalzi tipo flipper. Tranquillo, fino a quando porti tu il materiale un
posto in squadra non te lo nega nessuno
Emiliano "Emi" Bonetti: Quando
ruba, scivola come un terzinaccio su un campo di periferia, quelli stile
"o palla o gamba, tanto è uguale". Quando difende, piroetta come
una ballerina del Bolshoi (ma di 80 chili).Il dubbio che dopo 5 anni non
abbia ancora capito che sport facciamo ci resta, ma la squadra ama
profondamente provocare la sua frustrazione ignorando bellamente i suoi
segnali dalla terza: quasi nessuno li guarda e chi lo fa comunque non li
capisce (anche se ne abbiamo uno in tutto, da sempre). Il risultato è che
prima o poi un passante casuale chiamerà la neuro, vedendolo agitarsi
scompostamente, ignorato da tutti. Ll più grande fomentatore di
sbevazzate in dugout,
Lorenzo “Lore” Contri: La
disperazione del nostro manager. Non sappiamo mai dove sarà, forse c’è,
forse no, forse tardi, forse boh. Poi alla fine viene arriva quasi sempre,
tra le 9 meno 10 e le 9.30, devastando tutte le pianificazioni di Franky.
Nessuno sa come, con il suo stile assolutamente inguardabile riesca
comunque a essere così efficace in difesa, ma ce ne facciamo volentieri
una ragione. Un altro che scivola come se puntasse alla tibia di Roby
Baggio
Cesare “Penna Bianca” Orsoni: l’esempio lampante di
come con l’esperienza si riesca a mascherare tutto il resto, non vede più
un emerito piffero, non corre più
perchè tutte le sue energie le conserva per la pista da ballo, non vi dico
sciocchezze, appena usciamo di qua lui va diretto in balera…, però per arrivare
alla sua tenerà così ben tenuti la firma la metterebbero in molti
Caterina “Cate” Serafini: finalmente una
stagione con un discreto numero di presenze, finalmente fuori da
quell’antro oscuro che immagino essere il suo ufficio. E, cosa non da
poco, con la schiena un po’ meglio del solito. Ne ha beneficiato il nostro
monte di lancio, meno suo marito
Andrea
“E’ sposata” Barba che, santo subito, spesso
abbiamo visto dormire nel dugout dato che le nostre partite sono
notoriamente emozionanti….
Devis “Mez” Mezzetti: con lui in campo, santi,
martiri e beati non possono stare troppo tranquilli, se la stessa
“abilità” che dimostra negli improperi l’avesse anche nel box di battuta
perderemmo un sacco di palline oltre la recinzione e visto che la cassa
Cuba piange miseria alla fine forse è meglio così
Francesco “Franky” Bezzi “ma chi è?”: l’evoluzione della
specie, in qualche milione di anni la scimmia si è evoluta in uomo
(forse), sono bastati pochi anni per trasformarlo da giocatore ad
allenatore. Gioca ancora, ma quasi nessuno se ne è accorto veramente.
Indimenticabili in questa stagione i suoi huddle pre, ma soprattutto post
partita, tra il serio ed il faceto, tra chi vorrebbe scappare via
velocemente perché è già mezzanotte e la testa fumante di Simone
(impossibile non ridere), fino alle ultime occasioni in cui ci ha spiegato
a cosa servono mazza e palle (farlo ad inizio stagione non sarebbe stato
meglio?). Attendo trepidante la prossima stagione soltanto per vedere il
prossimo step dell’evoluzione della specie